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Le Ricette di Verona


VINI VERONESI DOC e DOCG

 

Con 2 milioni di quintali, pari a 1 milione e 500 mila ettolitri di vino a denominazione di origine controllata, Verona è la prima provincia d’Italia per produzione di vini Doc.

 

Dei 22 vini Doc prodotti nel Veneto, ben 10 provengono dalle colline veronesi, mentre entrambi i vini Docg a denominazione di origine controllata e garantita (Bardolino Classico Docg e Recioto di Soave Docg) sono made in Verona.

 

bini veronesi

 

I vigneti veronesi seguono l’andamento dell’arco collinare che partendo dal lago di Garda abbraccia tutta la provincia fino alla Val d’Alpone al confine con Vicenza. Un’ampia fascia di produzione che si traduce in una grande varietà di vini prodotti: attorno al lago e sulle sue colline moreniche troviamo Bardolino, Lugana, Custoza e Garda; Valpolicella, Val Pantena, Val Squaranto, Val Mezzane, Val d’Illasi, Val Tramigna e Val d’Alpone sono invece la patria del Valpolicella e del Soave; all’estremo est troviamo poi il Durello dei Monti Lessini; a nord lungo la Val d’Adige e la Val Lagarina dove è stato riscoperto e rivalutato un vitigno autoctono di grande tradizione: l’Enantio.

 

DOC e DOCG

 

I termini DOC e DOCG in Italia designano i vini che a livello europeo ricadono sotto la sigla V.Q.P.R.D., ovvero Vino di Qualità Prodotto in Regioni Determinate.
Con D.O.C. si intende un vino a Denominazione di Origine Controllata, prodotto in una zona precisa seguendo un disciplinare di produzione che stabilisce gli uvaggi da utilizzare, ovvero le uve di quali vitigni, e in quali percentuali. Il disciplinare determina, inoltre, i metodi di vinificazione, la gradazione alcolica del vino e la durata dell’invecchiamento. I vini D.O.C.G., seguono disciplinari di produzione più restrittivi e sono sottoposti a controlli di qualità più severi.

 

Valpolicella

 

I vitigni che concorrono alla vinificazione del Valpolicella sono Corvina, Rondinella e Molinara. Il Valpolicella si presenta con un colore rosso rubino brillante ed è caratterizzato da un profumo delicato con sfumature più o meno accentuate di viola, giaggiolo o mandorla a seconda delle zone di produzione. Al palato si presenta asciutto, vivace, a tratti amarognolo, scorrevole e armonico nella struttura. Se messo in commercio fresco d’annata ha una gradazione di 11,5°. Servito a circa 16°, si presta ad accompagnare l’intero pasto. La qualifica “Superiore” o “Superiore Classico” (con l’aggettivo Classico viene identificato il vino proveniente dalla zona di produzione storica del Valpolicella, ovvero Negrar, Marano, Fumane, S. Pietro Incariano, S. Ambrogio e Valpantena) distingue invece il Valpolicella che prima della commercializzazione è stato sottoposto ad almeno un anno di invecchiamento. In questo caso il colore rubino si arricchisce di toni granata, il sapore acquista calore e corpo. Con una gradazione non inferiore ai 12°, va servito a circa 18° per accompagnare carni grigliate o arrosti.

 

Recioto

 

Le uve utilizzate per il Recioto della Valpolicella sono le stesse del Valpolicella. Il nome Recioto si deve alla “recia” , cioè alla parte alta del grappolo che, dopo la vendemmia, vengono fatti appassire fino a Natale prima di essere mostati. L’appassimento graduale fa sì che l’uva perda umidità acquistando al contempo contenuto zuccherino. Ciò si traduce in un vino di elevato grado alcolico (almeno 14°) dal sapore pieno e vellutato, con tratti zuccherini. Vino ideale per il dessert, in particolare per dolci secchi come la pastafrolla.

 

Amarone

 

L' Amarone, pur essendo l’ultimo nato della Casa del Valpolicella, è infatti in commercio solo dal Dopoguerra, è da molti considerato il vino per eccellenza di Verona, in quanto può competere senza dubbio con i grandi vini italiani come il Chianti e il Barolo. Fino all’appassimento il procedimento è lo stesso del Recioto. Differisce la fermentazione che nell’Amarone viene fermata. Dopo un invecchiamento di cinque anni, si ottiene un vino secco, di grande spessore, privo dell’amabilità del Recioto (da cui il nome Amarone), con almeno 14° gradi alcolici .

L’ Amarone è un vino impegnativo che richiama sapori forti: selvaggina, formaggi stagionati, arrosti. Da provare il risotto all’Amarone.

 

Soave

 

Le uve utilizzate per la produzione del vino Soave sono Garganega e Trebbiano veronese. Il colore è un giallo paglierino con sfumature tendenti al verde, ha un delicato profumo di frutta, al palato si presenta asciutto. Il Soave d’annata destinato al consumo fresco ha una gradazione alcolica tra gli 11 e gli 11,5°.
Come per il Valpolicella, anche per il Soave esiste la distinzione tra Superiore e Classico Superiore ( La zona Classica comprende i territori dei comuni di Soave e Monteforte d’Alpone). Per Superiore si intende un vino che è stato sottoposto ad almeno un anno di invecchiamento e che acquista colore più acceso e maggiore spessore. Il Soave va servito a una temperatura di 9-10° e a tavola dà il meglio di sé con gli antipasti e con i piatti a base di pesce, in special modo con le zuppe. Nel veronese è uno degli aperitivi più apprezzati.

 

Recioto di Soave

 

Vengono utilizzate le stesse uve del Soave, mentre la tecnica di vinificazione è quella del Recioto, vale a dire la scelta delle “recie” e l’appassimento dei grappoli.
Il Recioto di Soave ha un colore giallo dorato e un profumo di frutta secca persistente. Il sapore è pieno, vellutato, aromatico. Ha una gradazione alcolica di almeno 12° e va servito con i dessert.

 

Durello dei Monti Lessini Spumante

 

Il Durello Lessini è l’ultimo arrivato nella casa dei vini doc, si tratta di un vino bianco dal colore giallo paglierino chiaro, con sfumature verdognole, ha un profumo di frutta fresca accompagnato da un sapore netto, quasi aspro. Va servito a 10° gradi ed è consigliato per antipasti e piatti a base di carni bianche.

 

Bardolino

 

Il Bardolino è il vino del lago di Garda. L’uvaggio è lo stesso del Valpolicella con l’aggiunta però di una minima parte di Negrara. E’ caratterizzato da un colore rosso rubino tenue e da un delicato profumo di ciliegia. Il sapore è asciutto, leggermente asprigno.
Il vino fresco d’annata ha una gradazione non inferiore ai 10,5°. Il Bardolino invecchiato che prende la denominazione di Classico o Classico Superiore, invece, ha un grado alcolico di almeno 11,5° e presenta un colore rosso con sfumature granata, il gusto acquista corpo e perde quasi completamente il carattere asprigno. A tavola il Bardolino va servito a 18 gradi e dimostra una grande versatilità accompagnando egregiamente primi piatti, carni bianche, ma anche fritture.

 

Bardolino Chiaretto

 

E’ la versione rosè del Bardolino, il vino acquisisce il colore rosato con una fermentazione più breve che avviene insieme alle bucce dell’uva. Ha un profumo delicato e un sapore asciutto. Servito a una temperatura di 10° è un ottimo aperitivo e si sposa alla perfezione con sapori delicati, in particolare con gli antipasti e le insalate di pesce.

 

Custoza

 

Sono molti i vitigni che concorrono all’uvaggio del bianco di Custoza: Trebbiano toscano, Garganega, Tocaj friulano, Cortese, Malvasia Toscana e Riesling italico. Il bianco di Custoza presenta un colore giallo paglierino tenue, un profumo delicato di frutta fresca e un sapore pieno, morbido. Ha una gradazione inferiore agli 11°. Va servito freddo, a una temperatura intorno ai 9°, e in genere accompagna antipasti, primi piatti, pesce e carni bianche. E’ ottimo anche come aperitivo.

 

Lugana

 

E’ il vino di confine tra Verona e Brescia. Il vitigno base è il Trebbiano di Lugana o Trebbiano veronese con l’aggiunta inferiore al 10% di altre uve bianche locali. Il Lugana destinato al consumo fresco ha un colore giallo con venature verdastre, mentre il vino invecchiato assume un colore più dorato. Ha un profumo leggermente fruttato. Il gusto è asciutto e delicato. La gradazione alcolica è di almeno 11,5°. Servito a 9°, è il vino ideale per i piatti a base di pesce e in special modo per i crostacei e i frutti di mare. E’ ottimo anche come aperitivo.

 

Valdadige Bianco

 

Vari sono i vitigni che compongono l’uvaggio del bianco della Valdadige: i principali sono il Pinot Bianco, Pinot Grigio, Riesling italico, Müller Türgau. Caratterizzato da un colore giallo paglierino, il Valdadige bianco ha un sapore pieno e delicato accompagnato da un profumo di frutta fresca. Ha un grado alcolico non inferiore ai 10,5° e va servito a circa 12°. Può accompagnare tutto il pasto con una preferenza per le minestre e per il pesce.

 

Valdadige Rosso

 

Il Rosso ha un uvaggio meno composito del bianco: Enantio e Schiave sono i due vitigni base a cui si possono aggiungere per il 30% altri vitigni trai quali Merlot, Pinot Nero e Negrara. Ha un colore rosso rubino intenso, un persistente profumo fruttato e un sapore morbido, a tratti vellutato. Con una gradazione di almeno 11°, a tavola va servito a circa 16° per piatti a base di carne rossa, grigliate e selvaggina.

 

Garda

 

La denominazione d'origine controllata Garda Doc è nata nel 1996. Interessa un consistente numero di vini prodotti in una vasta area, che comprende la riviera bresciana del lago di Garda ed il suo entroterra e una porzione amplissima della provincia di Verona. Le tipologie della doc Garda sono parecchie. Per quanto riguarda i bianchi, la denominazione Garda con la specificazione Garganega, Pinot bianco, Pinot grigio, Chardonnay, Tocai, Riesling italico, Riesling, Cortese, Sauvignon è riservata ai vini ottenuti da vigneti consistenti almeno per l'85% dai corrispondenti vitigni. Per i rossi, la percentuale dell'85% è necessaria per fruire della doc Garda nelle sottodenominazioni varietali Cabernet, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot nero, Marzemino, Corvina, Barbera.

 

San Martino della Battaglia

 

Il territorio di produzione del San Martino della Battaglia comprende in tutto o in parte i Comuni di Sirmione, Desenzano, Lonato e Pozzolengo in provincia di Brescia, nonché di Peschiera del Garda in provincia di Verona. Il nome del vino deriva da quello della frazione di Desenzano nella quale si combatté una delle più importanti battaglie del Risorgimento italiano.

 

Il vino San Martino della Battaglia è ottenuto da uve di tocai friulano. Ha colore giallo citrino, profumo gradevole e caratteristico, sapore asciutto, con retrogusto amarognolo. Ha un grado alcolico non inferiore ai 10,5° e va servito a circa 12°. Può accompagnare tutto il pasto con una preferenza per le minestre e per il pesce.

 

Arcole

 

I prodotti Doc Arcole con la denominazione "vini di sabbia" hanno una personalità marcata ed una struttura rispondente ai gusti internazionali. Sono distinti in bianco, spumante ( Garganega min. 50% + Pinot Bianco e/o Pinot Grigio e/o Chardonnay fino ad un massimo del 50%); monovitigni bianchi: Garganega, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay (almeno per l'85%); rosso, Novello ( Merlot min. 50%, + Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon e/o Carmenère fino ad un massimo del 50%); monovitigni rossi: Cabernet (Franc e/o Sauvignon e/o Carmenère), Cabernet Sauvignon, Merlot .

 

 

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